Tanta ancora vita
- Autore
- Viola Ardone
- Narratori
- Viola Ardone, Fabio Zulli, Carolina Zaccarini
- Durata
- 8 ore e 8 minuti
- Anno
- 2025
Trama
La storia si incentra sul tema dell'emigrazione, delle radici e del legame viscerale e talvolta complesso con la propria terra d'origine. Attraverso una narrazione corale che intreccia le voci e le prospettive di tre personaggi di generazioni e background differenti, il romanzo esplora il peso delle scelte non fatte, la fatica dell'integrarsi in una realtà diversa e il desiderio mai spento di riscatto e appartenenza. La "tanta vita ancora" del titolo è una promessa e una ricerca costante: quella di chi lascia la propria casa per costruire un futuro altrove senza però riuscire (o volere) recidere del tutto i fili con il passato.
Recensione
Se avete mai provato la sensazione di non appartenere del tutto a un luogo o avete conosciuto la fatica di dover ricominciare, questo è un ascolto che vi toccherà corde molto profonde.
Ascoltare l'autrice che dà voce alla propria prosa regala un senso di intimità e autenticità, ma Zulli e Zaccarini integrano il racconto con un grande equilibrio emotivo, permettendo all'ascoltatore di distinguere i cambi di registro e di prospettiva dei vari personaggi. La Ardone dà voce al personaggio che incarna l'emigrato della prima ora che parte per necessità, affronta il sacrificio e la fatica dell'integrazione in una realtà sconosciuta, ma rimane con il cuore ancorato al paese natio. La sua prospettiva è intrisa di nostalgia, rimpianto per le scelte non fatte e di quel filo invisibile che la lega alle proprie origini. La sua lettura ci regala un senso di intimità e autenticità, l'unico piccolo stacco che si avverte è la differenza con l'impostazione più recitativa degli attori professionisti. Fabio Zulli dà voce alla componente più concreta e combattuta della storia, chi vive la sensazione di non appartenere più del tutto a nessun luogo: troppo distante dalla terra dei padri, ma ancora percepito come "straniero" nella nuova realtà. Carolina Zaccarini restituisce la sensibilità e la determinazione delle nuove generazioni, che cercano di liberarsi dalla gabbia della nostalgia dei padri per rivendicare il proprio diritto al futuro, incarnando proprio quella "tanta vita ancora" del titolo.
L'unico rischio al negativo è che i protagonisti rischiano talvolta di funzionare come "tipi umani" o simboli sociali più che come individui reali, imprevedibili e sfaccettati.
Pro
- un vero e proprio dialogo intergenerazionale, dove il passato, il presente e il futuro della nostra storia sociale si rispecchiano l'uno nell'altro
- un cast narrativo di livello ottimo
Contro
- alcune metafore e immagini attingono a un repertorio classico e ben noto della letteratura sull'emigrazione
- calca un po' troppo la mano sui sentimenti di solitudine, sradicamento e rimpianto.
Dove si svolge
Dove si svolge la storia
L'autore
I narratori