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Copertina dell'audiolibro Ogni mattina a Jenin

Ogni mattina a Jenin

Anno
2006

Trama

La storia comincia in un tranquillo villaggio della Palestina dove la famiglia Abulheja vive coltivando ulivi da generazioni. Nel 1948, con la nascita dello Stato di Israele, gli abitanti vengono cacciati con la forza dai soldati israeliani verso il campo profughi di Jenin, e durante la fuga il figlio neonato di Dalia e Hasan, Ismael, viene strappato dalle braccia della madre da un soldato israeliano che lo porta alla moglie, la quale lo crescerà come un ebreo israeliano di nome David, ignaro delle sue vere origini.

A Jenin la famiglia tenta di ricostruire la propria esistenza nella miseria del campo. Qui nascono l'altro figlio maschio, Yousef, che in seguito si unirà alla resistenza palestinese (OLP) e la figlia minore Amal, che diventa la voce narrante principale del libro. I due fratelli maschi della famiglia si troveranno faccia a faccia, da nemici, senza riconoscersi, divisi da una guerra fratricida, mentre Amal riuscirà a fuggire dall'orrore grazie a una borsa di studio negli Stati Uniti dove si sposa e ha una figlia, Sara.

Anni dopo, ormai adulta, Amal decide di tornare in Palestina con sua figlia per fare i conti con la propria storia ed è in questa fase che i segreti del passato vengono a galla. La narrazione si chiude idealmente nel 2002, durante i sanguinosi attacchi militari che hanno devastato nuovamente il campo di Jenin, offrendo una riflessione dolorosa ma profondamente umana sulla perdita, sulla resilienza e sull'amore che sopravvive all'odio.

Recensione

Temevo questa lettura, non amando le narrazioni “apertamente ideologiche” di fronte a temi complessi come la questione israelo-palestinese e trovando, a volte, un po' troppo drammatico il tono della voce di Elena Ferrantini.

Susan Abulhawa mi ha invece condotta con delicatezza attraverso almeno tre generazioni travolte dalla brutalità, senza mai cadere nella trappola del sentimentalismo o della retorica militante. Le sue emozioni essenziali non risultano mai aride, ma arrivano dritte al cuore, nel bene e nel male. Riesce a coniugare la ferocia dei fatti storici con una grande sensibilità nel raccontare gli affetti, la terra ed il senso di appartenenza.

Pro

  • Lettura scevra da retorica, pur mantenendo una posizione ben definita.
  • Affetti, terra, senso di appartenenza espressi con sensibilità.

Contro

  • Il pathos non decade mai, questo rende l'ascolto molto denso e spesso privo di veri momenti di "respiro".

Dove si svolge

Dove si svolge la storia

L'autore

Il narratore

Nata nel 1995, si è diplomata in recitazione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia nel 2018. Ha poi intrapreso un percorso di studi in "Arti e scienze dello spettacolo" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" a partire dal 2022. Ha iniziato il suo percorso artistico in teatro già dall'adolescenza.

Cinema e TV: Ha preso parte a diverse produzioni cinematografiche e televisive, tra cui: La ragazza del mondo (2016); Notte fantasma (2022); Notti in bianco e baci a colazione. Altri progetti come Duse (regia di Pietro Marcello) e L'estate è finita (regia di Laura Samani).

È attiva anche come lettrice/voce narrante per audiolibri.


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