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Copertina dell'audiolibro Latte

Trama

Bologna, 1959. In un appartamento borghese si incrociano due madri per un solo neonato. Olimpia è ricca, colta e chic, ma non allatta suo figlio perché "nella buona società non si fa". Così in casa arriva Ada, una contadina della Ciociaria che ha lasciato i suoi tre figli per disperazione per venire a vendere il proprio latte a Bologna. Viene esaminata e comprata quasi come una mucca da latte. In mezzo a loro c'è il neonato, un legame fatto di carne e sguardi, in una convivenza forzata dove l'ipocrisia si taglia col coltello.

Recensione

Il libro parla di un pezzo di storia italiana (le balie da latte) di cui non parla mai nessuno, ma che ha toccato tantissime famiglie. Mostra come il corpo delle donne povere fosse usato e comprato dai benestanti e di come il latte fosse una specie di valuta.

Niente fronzoli o fiumi di parole poetiche. La Zucchelli scrive in modo visivo, quasi da regista. La scelta di affidare la lettura a due diverse voci si rivela la chiave vincente per valorizzare la struttura del testo.

Pro

  • esplora lo storico e dimenticato fenomeno del baliatico mercenario nell'Italia del Novecento
  • un potente romanzo sulla maternità
  • l'alternanza delle voci evita la monotonia

Contro

  • C'è una seconda storia parallela ambientata negli anni '30. Ogni volta che la trama a Bologna si fa interessante, il libro stacca su questo passato e spezza un po' il ritmo.

Dove si svolge

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