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Copertina dell'audiolibro L'ultimo mago

Trama

Sulla sfondo di una Torino di fine Ottocento, carica di fascino, mistero e suggestioni esoteriche, la storia segue le vicende di un protagonista attratto dall'illusione, dall'arte della magia e dall'ossessione per ciò che supera la normale percezione umana. Il romanzo intreccia la ricerca personale di un'identità e di una verità nascosta con il crollo delle certezze dell'epoca, mettendo in scena il contrasto tra razionalità e sovrannaturale, ambizione e solitudine. Un viaggio tra luci e ombre dove il confine tra trucco, inganno e vera magia si fa via via più sottile.

Recensione

Il limite principale del romanzo risiede a mio parere nella gestione dei tempi: l'autrice dedica un'attenzione meticolosa alla ricostruzione d'epoca, alle ambientazioni nebbiose e all'introspezione psicologica, ma questo va a scapito della trama che procede a passo lento. La prosa della Diotallevi è innegabilmente elegante e ricercata, ma si adagia su un registro costantemente gravoso. L'assenza di variazioni di tono, di momenti di alleggerimento rende l'atmosfera uniformemente cupa e sulla lunga distanza — soprattutto in formato audio — questa pesantezza di fondo può generare un senso di affaticamento e distacco emotivo. lI romanzo gioca sul confine sottile tra l'arte della prestidigitazione (il trucco da palcoscenico) e il vero e proprio occultismo/esoterismo della Torino di fine secolo. Tuttavia, la gestione di questo equilibrio non sempre mi ha convinta del tutto: poichè mi è sembrato spesso che la componente esoterica rimanesse troppo sfumata ed il tema del "magico" fosse più una suggestione di sfondo che la vera forza motrice della trama.

La combinazione tra la lettura impostata/misurata di Giuseppe Ragone e la scrittura descrittiva dell'autrice amplifica la lentezza del testo.


Pro

  • la resa accurata della Torino di fine secolo e l'eleganza raffinata della prosa.
  • la delicatezza nel trattare il bisogno umano di credere nell'impossibile e la lettura misurata di Giuseppe Ragone, ideale per il tono di mistero.

Contro

  • Lentezza ritmica e registro gravoso: la gestione dei tempi penalizza la trama, complice una prosa costantemente cupa che la lettura impostata finisce per appesantire ulteriormente.
  • l'equilibrio tra prestidigitazione ed occultismo manca di incisività, riducendo la componente magica a una semplice suggestione di sfondo anziché a motore della storia.

Dove si svolge

Dove si svolge la storia

L'autore

Il narratore

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