Discorso sulla schiavitù volontaria
- Autore
- Étienne de La Boétie
- Narratore
- Sintesi vocale Maschile
- Durata
- 1 ora e 36 minuti
- Anno
- 1576
- Genere
- Saggio Trattato filosofico
Trama
Non trattandosi di un romanzo, l'opera non ha una trama o dei personaggi, bensì sviluppa un'ardita riflessione filosofica. Il testo si apre con una domanda provocatoria: com'è possibile che milioni di uomini, sudditi di un unico tiranno, accettino di sottomettersi volontariamente a una condizione di schiavitù? La Boétie dimostra che il potere del tiranno non deriva dalla sua forza bruta o da un esercito invincibile, ma è un castello di carte concesso e alimentato proprio dal popolo che lo subisce. Se i cittadini smettessero di servirlo, di obbedire ciecamente e di offrirgli il proprio appoggio (la cosiddetta "servitù volontaria"), il potere del tiranno crollerebbe all'istante senza bisogno di spargere sangue. La libertà, secondo l'autore, è lo stato naturale dell'essere umano, a cui l'abitudine e la corruzione sociale hanno fatto inspiegabilmente rinunciare.
Recensione
La scelta dell'editore di dividere in capitoli quello che in origine era un unico discorso, agevola moltissimo il lettore ma soprattutto l'ascoltatore di un audiolibro. Infatti trattandosi di un testo filosofico del Cinquecento, la struttura del discorso richiede un livello di attenzione alto e poter avere una divisione degli argomenti trattati aiuta non poco. Può legittimamente essere considerato il primo trattato di sociologia politica moderna vista la bravura dell'autore (all'epoca ventenne) a spostare l'attenzione dalla figura del tiranno alla psicologia delle masse.
La lettura da parte di un sintetizzatore vocale mi ha stupita positivamente in questo caso, forse perchè un trattato filosofico non necessita, come ad esempio un romanzo, di pause recitative e variazioni di timbro o calore.
Pro
- modernità del tema trattato
- eloquenza ed incisività espressiva
- ottima la divisione in capitoli
Contro
- densità argomentativa
L'autore
Il narratore