Autobiografia del Rosso
- Autore
- Anne Carson
- Narratore
- Francesca Giorgi
- Durata
- 4 ore e 19 minuti
- Anno
- 1998
Trama
Il libro ricrea e attualizza un mito greco arcaico (frammenti di Stesicoro) ambientandolo nel mondo contemporaneo. Il protagonista è Gerione, un giovane mostro alato e rosso che cresce in una famiglia complessa e affronta le difficoltà dell'infanzia, l'isolamento e la scoperta della propria diversità. Durante l'adolescenza, Gerione si innamora perdutamente di Eracle, un ragazzo affascinante e sfuggente che lo spezza emotivamente abbandonandolo. Anni dopo, ormai adulto e fotografo, Gerione ritrova casualmente Eracle durante un viaggio in Sudamerica, affiancato dal suo nuovo compagno Ancash. Questo incontro riapre vecchie ferite e si trasforma in un itinerario geografico e interiore tra vulcani, rovine e rivelazioni artistiche e personali.
Recensione
La scrittura di Anne Carson è geniale, colta e di un'originalità disarmante. Fonde il ritmo della poesia lirica con la struttura del romanzo, regalando immagini improvvise, accostamenti verbali spiazzanti e una sensibilità unica nell'esplorare il dolore, il desiderio e la diversità. La forma in versi e l'impianto concettuale e "citazionista" possono risultare ostici per chi cerca una narrazione classica e lineare. È un'opera che richiede concentrazione e disponibilità a lasciarsi guidare da una sintassi poetica e frammentata. Questa non è solo una storia, è un esperimento poetico e visivo, un romanzo in versi che prende un frammento di mito greco arcaico e lo scaraventa con una grazia disarmante nel nostro mondo contemporaneo.
Leggere ad alta voce un romanzo in versi è un'impresa tutt'altro che banale: il rischio di cadere nella cantilena o, al contrario, di appiattire la metrica trasformandola in prosa è dietro l'angolo. Francesca Giorgi compie un lavoro di grande precisione e rispetto del testo.
Pro
- Anne Carson ha un talento unico per accostare parole e concetti in modo inaspettato. Le sue immagini regalano un'esperienza visiva quasi fotografica
- la figura del "mostro" Gerione è una metafora struggente della condizione dell'artista, dell'emarginato e di chiunque si sia mai sentito troppo fragile o inadatto per il mondo.
Contro
- l'ascolto richiede un'attenzione costante
- l'atmosfera lirica e concettuale crea una certa distanza emotiva tra noi e i personaggi; si ammira la bellezza dell'opera, ma a volte si fa fatica a "scaldarsi" sul piano empatico.
Dove si svolge
Dove si svolge la storia
L'autore
Il narratore